Dopo secoli ti incontrai .
Nel bosco sbocciavi come una piccola primula
dispettosa facevi invidia alla rugiada ,
su quel prato non eri sola …
eri in compagnia della mia vita .
Eri tra le viole e le margherite
tra i papaveri e i bianchi gelsomini ,
eri mia ,la rosa di stagione …
la libellula libera che gioca tra i rami .
Ti incontrai e ti strinsi forte ti volli sedurre per farti mia :
il mio possesso , la mia linfa ,l'anima che si mise nuda ,
la musa eterna che sovrasta la mia mente …
di me disse :sei un sognatore di te si narra nei lussi sogni .
Ma dopo secoli ti incontro in paradiso all'alba radiosa
tra i riflessi mi accechi e ti apro ancora il mio cuore ...
ti dono il passaggio dei miei giorni ,l'acqua limpida ,
la fantasia ,figlia dell'eterno sole .
Fu l'immenso a darmi voce ,la poesia rimase nei ricordi
fu scintille tra tutte le stelle pelle e porpora nell'estate calda …
fu qualcosa che ci aprì la strada ove i futuri chiesero chi ero ?
Ero come uno con le sue ubriacature
le dissolutezze e brezze a buon mercato .
Dopo secoli di ansie sei l'anima ,il mio brivido …
la mia storia importante di un'era folle ,
la macchina del tempo che ritorna tra le nuvole
valica i lidi dell'universo nel nostro azzurro cielo.
Giovanni Maffeo - Poetanarratore .
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