Alberi spogli.
Aspetto l’inverno,l’ultimo autunno
anche le foglie cadono dal ramo,
cade dal cuore l’ingrato amore,
ch’è solo m’ha lasciato.
E ignaro ignoro il candido colore
un fiocco vola dal cielo scuro
nel meglio di me le fredde sere,
dall’impervio freddo il nulla mi sostiene.
Sono alberi spogli il gelo scarna
tedia l’esistenza ai stupidi beoni,
malinconici s’inebriano
tra le taverne e le osterie.
E dal ritorno di soleggiati porti
ansante vago, cerco desideri,
cerco l‘amata musa
la pazza innamorata.
Intreccio il serto profumato
che sul capo gli misi un tempo,
fracido poso la pietosa rosa
asseto l’anima del pio poeta.
Ed evoco quei giorni
le ore i momenti,
evoco una fonte da bere all’istante;
Mi apro al mondo ,all’allegra allegoria.
Giovanni Maffeo - Poetanarratore.
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